10 marzo 2013

2013 10 Mar ~ STRESA - VERBANIA

Lago Maggiore Half Marathon 2013












Data: 10/03/2013
Lunghezza percorso: 21,097 Km


Dopo esserci forgiati per bene gambe e cervello in decine di camminate non competitive, decidiamo di premiarci con una corsa ufficiale Fidal e scegliamo di iscriverci alla Lago Maggiore Half Marathon (LMHM).
Si tratta di una mezza maratona in linea, partenza da Stresa e arrivo a Verbania Pallanza, costeggiando il Lago Maggiore lungo il Golfo Borromeo, con vista sulle magnifiche isole.
Siamo fortunati, e con noi tutti i 2300 iscritti alla gara: la giornata infatti è splendida, cielo limpido e aria fresca, temperatura intorno ai 15°C
La partenza è fissata per le 11, orario abbastanza insolito, probabilmente scelto dagli organizzatori per questioni logistiche e di chiusura delle strade.
Compreso nell’iscrizione c’è il trasferimento in motonave tra Pallanza e Stresa, utilizzabile a scelta per raggiungere la partenza al mattino oppure per tornarvi dopo l’arrivo.
Noi scegliamo di recarci in auto a Verbania e da lì veniamo trasferiti alla partenza, godendoci un quarto d’ora di navigazione immersi nella quiete e nella maestosità del lago.

A Stresa le operazioni di ritiro pettorale (addirittura personalizzato con il proprio cognome!) e pacco gara sono perfettamente organizzate nel lussuoso palazzo dei congressi, messo a completa disposizione dei concorrenti.

Ci sistemiamo con calma, beviamo un caffè al bar dell’imbarcadero, consegniamo la sacca con gli indumenti e ci portiamo in griglia di partenza.
Riscaldamento e stretching? No grazie, non esageriamo!
in virtù della nostra “broccaggine” ci posizionano nell’ultimo settore, praticamente mezzo chilometro dietro ai Top Runners.
Ma è quello che ci meritiamo e siamo contenti così.
Pronti, via e piano piano iniziamo la nostra avventura, per la quale, a dire il vero, non è che ci siamo allenati un granché, né sul fondo e tanto meno sul ritmo.
Quindi la prendiamo “turisticamente”, ponendoci unicamente il realistico obiettivo di metterci meno di 2 ore.
I primi chilometri passano velocemente, forse partiamo anche un pò troppo brillanti, ma correre nel gruppo è piacevole, volano battute in allegria e la vista sul lago è sempre un gran bel colpo d’occhio.
Ogni tanto c’è anche qualche dolce saliscendi, ma niente di eccessivo.
Molto fastidiosi e pericolosi i ciclisti che arrivano da dietro senza che te ne accorgi, secondo noi andrebbero proibiti, dato che da soli non hanno l’intelligenza di capire che rompono i co….ni!
Man mano che passa il tempo ci accorgiamo però che le parole di un componente del nostro trio diventano sempre più rare e, contemporaneamente, l’occhio sempre più da pesce (di lago) lesso.
Lui dice che va tutto bene, ma, intuendo che non la racconta giusta, rallentiamo progressivamente il passo per non perderlo per strada.
Tra un’occhiata al lago, alle isole Borromee e, perché no, agli ondeggianti e ipnotici lati B che ci corrono davanti, arriviamo all’ingresso di Verbania.
Però mancano ancora 5 Km, i peggiori.
Il nostro socio è sempre più cotto, totalmente disconnesso e corre per inerzia come un automa, con le gambe rigide tipo cemento armato e il busto inclinato in avanti, come a portare la croce in questa sua sportiva via crucis.
In città qualche spettatore ci incita, anche se, a dire il vero, sono un pò pochini: d’altronde è l’una del pomeriggio e a quest’ora la gente è a pranzo.
Il giro per Verbania a chiudere i 21K è comunque carino, ci facciamo anche un sacco di risate nel vedere una spettatrice che ci ostenta orgogliosa una taglia sesta a un palmo dal naso.
A un certo punto non vediamo più il nostro amico, ci giriamo ed è lontano, staccato: no! non lo possiamo lasciare ora! lo aspettiamo, lo rincuoriamo gli diciamo di tener duro.
Purtroppo nemmeno la vista della sua amata station wagon d’epoca parcheggiata lungo il percorso gli tira su il morale.
Mancano adesso un paio di Km e arriva una salitella, siamo nei pressi di Villa Taranto, forse.
L’amico cede di schianto, si ferma, cammina, ci prega di abbandonarlo al suo destino, è una scena veramente strappalacrime.
No, a questo punto, a costo di prenderlo in spalla, il traguardo lo deve tagliare insieme a noi, correndo, piano, ma correndo, cazzo!

Allora rallentiamo ancora, oramai ci sorpassano tutti: anziani ottantenni, donne con sedere maggiorato, uomini in palese sovrappeso dotati di rotoli e maniglie dell’amore.

In un chilometro perdiamo almeno 100 posizioni!


Ma che ci importa, il traguardo è là davanti e tutti insieme finalmente ci arriviamo, tempo finale 1 ora e 56 minuti, obiettivo raggiunto!
Ci mettono al collo una gran bella medaglia di partecipazione, (ma, d’altronde, 37 euri di iscrizione li abbiamo pur sganciati!), mettiamo l’amico in stand-by per qualche minuto a ripigliarsi e poi andiamo a rifocillarci al ristoro, un pò scarso a dire il vero.
Molta frutta e acqua ma poco altro.
Qui purtroppo dobbiamo sottolineare come anche il popolo dei runners, che dovrebbe essere amante della natura e dell’ambiente, sia invece peggio di un’orda di barbari: bucce di banane, scorze di arancia, bicchieri vuoti, bottiglie, cartacce, spugne, tutto gettato a terra per centinaia di metri sul lungolago: veramente un pessimo spettacolo e un brutto esempio: si fanno 21K di corsa e poi non si ha il buon senso di muovere il culo per qualche metro a cercare un cestino? Vergogna!
Vabbè, a questo punto ci infiliamo nella prima trattoria a portata di mandibola e alla faccia della dieta e della sana alimentazione ci rimpinziamo di pasta all’arrabbiata, hamburger e patate, il tutto rigorosamente surgelato e innaffiato da un’altrettanto discutibile vino rosso di incerta provenienza.
Che dire di più: ottima corsa, organizzata perfettamente in un paesaggio da cartolina, una bellissima giornata di podismo turistico, in amicizia e allegria!

SITO UFFICIALE


PERCORSO SU GOOGLE MAPS


CLASSIFICA


UN PO' DI FOTO


3 marzo 2013

2013 03 Mar - Suno (NO): Caminoda dal Carascio

Data: 03/03/2013
Lunghezza percorso: 10,3 Km


Si parte con la Gamba d’Oro 2013, apertura con successo strepitoso: 927 iscritti!
La “prima” è messa in scena in una degna cornice.
Ci troviamo infatti a Suno e la camminata parte e arriva alla palestra comunale, ambiente consono ad accogliere tale massa di gente.
La giornata è bella, cielo sereno, temperatura ancora bassina alla partenza, siamo sui + 5 gradi, ma per sudare è l’ideale.
Si respira un’atmosfera positiva e allegra.
Facce sorridenti, voglia di scherzare e di ridere si notano in ogni direzione.
Piano piano continua ad affluire gente e all’ora della partenza il colpo d’occhio sui partecipanti è notevole.
Lo start con la mitica pistola d’ordinanza viene dato sul vialone adiacente la palestra e il serpentone dei podisti defluisce ottimamente fino a immettersi nelle campagne, dove si svolge la maggior parte della corsa.
Il tracciato è in prevalenza pianeggiante, leggere ondulazioni qual e là e solo una salita di qualche centinaia di metri a metà percorso, non particolarmente dura.
A rendere però più difficile la giornata è il disgelo: molti tratti di sentiero fangoso, a volte quasi impraticabile.
Il percorso è presidiato bene, e i Km sono segnalati come si deve.
Si fa fatica, il passo che affonda sul morbido diventa inevitabilmente pesante.
Anche oggi comunque, dopo 10 Km abbondanti di felice sofferenza su pacioccose stradine campagnole, arriviamo al traguardo.
Premi a sorteggio (noi non vinciamo niente), ristoro eccezionale e super-abbondante: pizza, torta, focaccia, panini e bevande di ogni genere.
Una camminata organizzata veramente da 10 e lode!
Particolarmente da apprezzare, e da prendere come esempio, l’appoggio logistico della palestra, che nei mesi più freddi può offrire un giusto riparo ai partecipanti.
Menzione speciale della giuria di qualità per la macchinetta del caffè espresso (strategicamente piazzata in palestra) e per le fette di pane con il gorgonzola.
Premio della critica all'amico Elvio Vinzio: arrivare all'8 posto assoluto su quasi 1000 partecipanti, alla bella età di 44 anni, non è mica male!

Le foto ufficiali dell'evento, di Rino Corazze, le trovate qui

Se vi interessa il percorso mappato su Google Maps lo trovate qui

Davide Donà

10 febbraio 2013

2013 10 Feb - Gattico (NO): Gattico Corre per Beneficenza

Data: 10/02/2013
Lunghezza percorso: 13,300 Km
Oggi ci rechiamo a Gattico per partecipare alla V edizione della “Gattico corre per Beneficenza”.
C’eravamo già stati l’anno passato e secondo noi questa corsa merita sicuramente di essere messa fra gli appuntamenti fissi di un podista amatore delle nostre parti.
Primo motivo, fra tutti, il fatto che parte dell’incasso va a opere benefiche.
Secondo motivo è il percorso: molto tecnico: salita, discesa, falsopiano, sterrato.
Il tutto ben calibrato, niente di estremo ma comunque a tratti molto impegnativo, notevole l’arrivo in salita, in stile tappa del giro d’Italia.
Terzo motivo, è una corsa ben organizzata: speaker, palestra riscaldata con servizio docce e spogliatoio, molti premi a sorteggio, ottimo ristoro, e il tutto giustifica pienamente i 4 euro dell’iscrizione.
Il livello generale è senz’altro un gradino sopra la Gamba d’Oro.
Lo si nota pure dai corridori al via: nomi di tutto rispetto, Ouyat, Piana, Luciani, tanto per citare il podio, e molti altri ancora, provenienti dalla vicina Lombardia.
La giornata è serena ma molto fredda, temperatura intorno allo zero, forse anche meno.
Ma comunque siamo stati fortunati: adesso, poche ore dopo, mentre scriviamo, nevica!
La partecipazione è ottima, circa 460 persone.
Ma veniamo alla cronaca della nostra spedizione.
Dopo la veloce iscrizione (casualmente effettuata al tavolo del Cavallino Rampante), considerato il freddo polare decidiamo di  rintanarci nel bar del circolo a berci un bel caffè caldo e a fare qualche chiacchiera in compagnia fino a un quarto d’ora prima della partenza.
Dopodiché, un veloce riscaldamento, e alle 9.30 si parte da sotto il gonfiabile fuori della palestra.
Inizialmente il tracciato è un saliscendi su asfalto, percorrendo un anello nei pressi della palestra, per circa 1,5 Km.
Qui è meglio non partire troppo sparati per non mettersi subito le gambe in croce sulle prime pendenze.
Dopo si comincia a scendere, prima su asfalto e poi in sterrato, per 4 Km abbondanti, e qui si può tranquillamente lasciar andare: se uno vuol darci dentro è il terreno adatto.
Arriva poi circa 1 Km pianeggiante su sentiero campagnolo, a metà del quale si trova il ristoro.
Terminato il tratto agricolo, al Km 7 si prende la strada asfaltata che conduce a Oleggio Castello e qui si trovano 2 Km leggermente a salire, dove chi ha esagerato in partenza comincia a pagare il conto.
Ci troviamo infatti a questo punto affiancati alla quinta donna in classifica, e su questi lunghi rettilinei scorgiamo là davanti la terza e la quarta le quali, piantandosi progressivamente, continuano a perdere il loro vantaggio.
(Infatti le riprenderemo entrambe prima dell’ultima salita).
Dal Km 9 e per i 4 Km che mancano alla fine si sale sempre.
Si comincia con uno strappo deciso tra il Km 9 e il Km 10 che comincia a tritare quadricipiti e polpacci.
Segue 1 Km abbastanza pianeggiante che fa da introduzione all’erta finale, 2 Km con pendenze a tratti severe che portano al traguardo, dove ci posizioniamo fra la seconda e la terza fra le donne (che, poco cavallerescamente, stacchiamo sull’ultima salita, ma, d’altronde, lei era tutta la corsa che ci voleva lasciare indietro).
Ma siamo masculi, quindi anche questa volta, come è sempre stato e come sempre sarà, niente premio, neppure a sorteggio (e oggi ce ne voleva a non essere sorteggiati, praticamente sono stati estratti quasi tutti i tagliandi!).
Vabbè, prenderemo in considerazione per le prossime corse un eventuale travestimento femminile per portare a casa qualcosa :-D
Concludendo, l’impressione generale è che questa manifestazione non abbia ancora deciso cosa farà da grande.
Nel senso che ha tutto per essere un’ottima corsa (il percorso è super), ma è carente nei dettagli.
Mancavano infatti le segnalazioni dei Km, e per una corsa di oltre 13 Km ci vorrebbero proprio, e, pecca piuttosto seria, le auto transitavano pericolosamente nel percorso di gara, il quale è per il 90% su asfalto.
Chiaro che per essere in sicurezza bisognerebbe chiudere per almeno 1 ora e mezza le strade, e questo può essere un problema.
Però così come è ora il rischio che qualcuno si faccia male esiste.
Altra questione da rivedere è quella del minigiro, che come giustamente detto già da altri, potrebbe partire per proprio conto alle 9.00, evitando così la poco pratica concomitanza con il giro lungo.
Ma comunque i nostri sono solo consigli a scopo costruttivo, nulla vogliamo togliere alla bravura e all’impegno degli organizzatori che ci hanno fatto trascorrere una splendida mattinata di sano sport tra le colline della bella Gattico.

Se vi interessa il percorso mappato su Google Maps lo trovate qui

Il servizio fotografico di Antonini lo trovate qui

Davide Donà

5 febbraio 2013

CAMPIONI PROVINCIALI FIDAL ! ! !

Siamo lieti di menzionare sul questo blog due nostri cari amici che nel 2012 sono stati premiati con il titolo di campione provinciale:
Monica Pagani: Campionessa provinciale di categoria FIDAL (corsa in montagna) nonché sorella del SanBrocco Joe Pagani.
Questi due corridori hanno visto meritatamente premiata la loro passione per la corsa con questi importanti riconoscimenti ufficiali:
è la dimostrazione che l’impegno, il sacrificio e la tenacia prima o dopo vengono ripagati!
Bravissimi Elvio e Monica!


Ecco l'InterSvista all'amico Elvio

Elvio, parlaci un pò delle tue prime esperienze da podista, quando hai cominciato, e cosa ti ha spinto a farlo?
La bilancia mi ha spinto a correre, era l’estate del 2003 ho calzato le mie nuovissime nike e sono partito a palla ..... dopo circa 3 Km ho fatto dietrofront e me ne sono tornato a casa zoppicando, la mia prima gara è stata, come per la maggior  parte dei membri della SanBrocchese, a Borgosesia nel settembre 2005.

Come hai capito di amare questo sport?
Non è stato un colpo di fulmine, all’inizio pensavo di praticarlo solo per pochi mesi per poi passare alla vecchia passione, la bici, invece col passare del tempo mi sono accorto che era lo sport adatto a me.

Per te la corsa è divertimento oppure agonismo? oppure entrambi? o cos’altro?
95% divertimento, 5%agonismo.

Quanto è importante l’allenamento per te?
Molto, mi piace organizzare le mie tabelle di allenamento in base al tipo di corsa che voglio fare.

Quante volte ti alleni a settimana e quanti Km fai in media?
Mi alleno 5 volte a settimana, faccio 2 uscite impegnative (ripetute, medi, variazioni, ecc.) e 3 corse lente di 45’ per un totale di circa 50 Km a settimana. 

Quante gare fai  mediamente in 1 anno?
Nel 2012: 17 gare, negli anni precedenti  mediamente 6 gare all’anno.

Qual’è la tua media migliore (in min/Km) in una gara superiore ai 5K?
3’35” al Km (gara di 5 Km).

Pensi di avere ancora margini di miglioramento?
No, ma credo di riuscire a mantenere questo livello di forma ancora per qualche anno.

Come affronti e superi i momenti di crisi e di sconforto che si possono avere in gara?
Non ho mai avuto momenti di sconforto, la gara per me è un divertimento.

Rendi di più in salita o in pianura?
Sicuramente in pianura, discretamente nelle salite pedalabili, in discesa sono un disastro.

Preferisci lo sterrato, l’asfalto o la pista?
Preferisco lo sterrato anche se le prestazioni migliori le ho ottenute sull’asfalto. La pista e i prati dei cross hanno per me un fascino particolare.

Qual è la tua distanza preferita in gara?
5 Km.

Pensi che iniziando da giovane avresti potuto ottenere risultati importanti?
Importanti non penso,forse una vittoria alla gamba d’oro.

A quale posto metti la corsa nelle cose della tua vita?
Al terzo.

Cosa ne pensi della maratona, gara che va per la maggiore negli ultimi anni?
La maratona è una corsa troppo lunga per i miei gusti, la preparazione richiederebbe un tempo superiore a quello che  voglio dedicare a questo sport e poi il rischio infortunio aumenterebbe di molto.

Tra le corse che hai fatto nelle province di Novara, Biella e Vercelli qual è la tua preferita?
Trofeo Dell'Omodarme Novara 3000 m in pista.

Che sensazioni ti ha dato il tuo recente Titolo di Campione Provinciale?
Delle bellissime sensazioni, indescrivibili.

A chi dedichi questa vittoria?
A mia moglie.

Come giudichi il fenomeno del doping?
E’ la rovina dello sport.

Come convinceresti un sedentario a iniziare con la corsa?
Gli direi di leggere il bellissimo (e gratuito) libro di Davide Donà “Correre for Dummies”.

A proposito di Davide Donà (Presidente Illustrissimo della FAP SanBrocchese), come lo giudichi come podista?
Sicuramente fortissimo a parole e nello scritto...sui campi di gara...beh, lasciamo perdere!

E invece il suo benemerito socio co-fondatore Joe Pagani?
Mi viene difficile parlare di lui, in fondo è un amico.
Ha provato con tutti gli sport, calcio, ciclismo, sci, running.
Ha riportato ogni genere di infortunio: è stato morso da un cane, ha perso la sella mentre andava, si è incastrato nelle rotaie della ferrovia, si è fracassato il ginocchio sciando..
Forse alla sua età sarebbe sensato prendere in considerazione sport più adatti, tipo le bocce, o, se proprio vuole esagerare, il bowling (ne abbiamo uno proprio qui vicino a casa).


Ecco l'InterSvista all'amica e sorella Monica

Monica, parlaci un pò delle tue prime esperienze da podista, quando hai cominciato, e cosa ti ha spinto a farlo?
Ho iniziato con una corsa serale a Prato Sesia della Gamba d'Oro, pensavo di morire, ma non sono morta, anzi dopo mi sono sentita molto viva. Quando vedi tuo marito euforico dopo una gara, vuoi provare anche tu le stesse emozioni, ha funzionato, è troppo forte.

Come hai capito di amare questo sport?
Correndo

Per te la corsa è divertimento oppure agonismo? oppure entrambi? o cos’altro?
Un pizzico di agonismo ti dà una spinta in più.

Quanto è importante l’allenamento per te?
Io sono una novellina, faccio girare la gamba in settimana, per divertirmi il sabato e la domenica.

Quante volte ti alleni a settimana e quanti Km fai in media?
Corro 3 volte a settimana tempo permettendo (la sera dopo il lavoro farò una decina di km)

Quante gare fai  mediamente in 1 anno?
Più o meno 35 dal 2011.

Qual’è la tua media migliore (in min/Km) in una gara superiore ai 5K?
Non controllo la media, dipende tanto dal percorso.

Pensi di avere ancora margini di miglioramento?
Quando inizi a correre in età “avanzata” vedi sempre dei miglioramenti.

Come affronti e superi i momenti di crisi e di sconforto che si possono avere in gara?
Sono sempre contenta, mi basta conquistare il traguardo.

Rendi di più in salita o in pianura?
In discesa sui sentieri di montagna.

Preferisci lo sterrato, l’asfalto o la pista?
I sentieri.

Qual è la tua distanza preferita in gara?
Dai 12 ai 20-25 km, non mi piace fare di più in montagna. Non ho il fisico.

Pensi che iniziando da giovane avresti potuto ottenere risultati importanti?
No. Sarebbe sempre stato solo divertimento.

A quale posto metti la corsa nelle cose della tua vita?
In nessun posto, adesso mi piace correre, domani chi lo sa!

Cosa ne pensi della maratona, gara che va per la maggiore negli ultimi anni?
Non mi piace la strada, figurati se corro tutti quei km su asfalto. Amo il verde.

Tra le corse che hai fatto nelle province di Novara, Biella e Vercelli qual è la tua preferita?
Minitrail Oasi-Zegna

Che sensazioni ti ha dato il tuo recente Titolo di Campione Provinciale?
Sicuramente, per il 2013, me la tirerò un po'.

A chi dedichi questa vittoria?
Al mio coach (P.N.)

Come giudichi il fenomeno del doping?
Non giudico.

Cosa ne pensi di tuo fratello, il “famoso” Joe Pagani?
È una persona fantastica: grande atleta, cultura invidiabile, ed è anche un gran bell’uomo!
A proposito, ha anche un’altra dote: è single!!!

E degli altri “atleti” della FAP SanBrocchese?
Tutti eccezionali, dal primo all’ultimo, se fossero candidati alle prossime elezioni politiche li voterei di sicuro!!!

Per finire, in poche parole, cosa diresti a un sedentario per convincerlo a correre?
Meglio non convincere nessuno, se poi gli viene uno “sciupon”  (si scrive così?) ti senti in colpa.


La maglia dei Campioni












Monica Pagani
Elvio Vinzio




















27 gennaio 2013

2013 27 Gen - Boca (NO): Memorial A.Carli

Data: 27/01/2013 
Lunghezza percorso: 6,500 Km

Il gruppo dirigente della SanBrocchese, analizzato il calendario dell’Ammazzainverno, decide di partecipare alla camminata di Boca, ambientata presso il noto santuario.
Ricordiamo ai nostri lettori che la SanBrocchese è una Fantomatica Associazione Podistica (F.A.P.) con sede a Grignasco, paese confinante con Boca, quindi la trasferta è breve e piacevole, trattandosi di soli 5 Km.
Il Presidente butta lì un’idea per dare un tocco di originalità all’evento: partire di corsa da Grignasco, arrivare a Boca, fare la gara e tornare indietro sempre di corsa.
Avremo a supporto anche un’ammiraglia, messa a disposizione dal campione provinciale MM40 Elvio Vinzio, sulla quale caricheremo il cambio dei vestiti all’andata, mentre al ritorno verrà usata per rimpatriare gli eventuali podisti scoppiati (trattasi di Opel Astra Station Wagon del 2002 color verde oliva, pezzo da collezione, vedasi foto).
Ammiraglia della F.A.P. SanBrocchese

L’idea è subito accettata da tutti con grande entusiasmo (!?)
L’orario di partenza, dopo giorni di calcoli e studi sulle medie di percorrenza fatti dal presidente in persona, viene fissato per le 8.40, in modo tale da arrivare alla partenza non troppo in anticipo e quindi:
1) evitare di stare per troppo tempo sudati sottozero;
2) sfruttare il riscaldamento effettuato
Ma, ovviamente, dobbiamo farci del male, quindi, al momento del ritrovo, contro ogni previsione, si parte con largo anticipo alle 8.30 dal sagrato della chiesa di San (B)Rocco a Grignasco alla volta di Boca…praticamente un pellegrinaggio.
Dopo 33 minuti a passo lento lento si arriva in loco alle ore 9.03
(Ricordiamo, per fare un pò i ganassa, che per giungere a Boca da Grignasco bisogna spararsi una salita abbastanza tosta di circa 4 Km, la mitica “Traversagna”, che consigliamo a tutti di fare a piedi ammirandone i famosi vigneti del Boca DOC, e anche, purtroppo, i rifiuti che i soliti idioti scaricano in mezzo ai boschi).
La giornata è gelida: sole pallido che non scalda, temperatura che non si schioda dallo zero (forse anche meno), umidità elevata: in pratica un freddo della Madonna, giusto per rimanere in tema religioso.
(comunque i partecipanti, nonostante la giornata rigida, saranno circa 400).
Vabbè, ci facciamo un bel caffè all’ottimo bar del santuario, qualche chiacchiera con gli amici che troviamo sul posto e intanto arriva l’orario della partenza, segnalato dalle campane in coincidenza con la messa delle 9.30.
Pronti, via e subito un bel salitone asfissiante che ci conduce nei boschi tra Boca e Cavallirio, in un paesaggio siberiano…sembra di correre dentro un congelatore!
Segue un lungo tratto di discesa-pianura, tutto in sterrato, con sporadiche placche di neve ghiacciata.
Il fondo è durissimo, fatto di terra surgelata con conficcate pietre aguzze ibernate dall’era glaciale.
Una vera “delizia” per le gambe! però il percorso è davvero bello, ampi sentieri puliti e ben segnalati.
Prima della partenza
Puntuali arrivano anche gli strappetti con pendenze al limite, dove non sai mai se è meglio correre o camminare (o forse era meglio stare a casa).
Giunge poi un bel tratto di falsopiano, dove, in altre occasioni, le nostre seppur scarse doti podistiche ci avrebbero fatto recuperare posizioni: ma oggi no, le gambe sono di piombo, siamo costretti a calare il passo, a rifiatare e a lasciar andare i nostri abituali compagni di corsa che ci fanno ciao ciao con la manina.
E noi piantati sulle gambe, soli in queste desolate lande polari, a combattere una battaglia persa in partenza contro l’acido lattico, che come un cilicio ci attanaglia i muscoli e la mente.
E poi ancora la strada si impenna e ancora si soffre e si pensa “ma chi c…o me l’ha fatto fare?”
Ma a meritato completamento della nostra odierna penitenza finalmente laggiù in basso rivediamo il santuario: non siamo mai stati così felici di vedere una chiesa come in questo momento!
L’arrivo è veramente cool: praticamente i corridori vengono catapultati giù dall’area picnic, dove è stato ricavato un percorso in stile cross, molto ripido.
Ci si immette poi sotto il colonnato del santuario, compiendone quasi un giro completo fino al traguardo.
Ottimo il ristoro - purtroppo all’aria aperta - molta roba da mangiare e bere, tutto freschissimo :-)
Qui vogliamo segnalare la pazienza e la bontà d’animo di una delle signore addette al servizio.
Infatti ci è capitato di assistere alla seguente scena: la signora serve il thè a un podista, e questo, antipaticamente, si lamenta del fatto che è troppo caldo, che doveva essere preparato prima e lasciato raffreddare.
Vorremmo dare a questo personaggio i seguenti consigli, che vogliono anche essere indicazioni di carattere generale per chi, pagando 2 euro, crede di aver diritto a fare il prepotente:
1) con una temperatura esterna sottozero il thè si raffredda in 1 minuto o forse meno;
2) esiste anche l’opzione della “soffiatura”, ovvero soffiarci sopra, praticamente bisogna fare pfhfffffff;
3) per avere il thè alla giusta temperatura si può sempre provare (pagando dai 20 euro in su) a partecipare a gare di livello superiore.
Comunque ci ristoriamo anche noi e ripartiamo in breve alla volta di Grignasco.
Un componente della nostra squadra, arrivato al traguardo ridotto come un bastoncino di pesce congelato di capitan Findus, viene caricato sull’ammiraglia e portato a casa in auto.
Il resto della squadra invece compie anche il viaggio di ritorno di corsa, arrivando a casa stanco ma felice e pronto per nuove (dis)avventure.
In men che non si dica veniamo riportati a una temperatura accettabile e ci fiondiamo nella vicina Borgosesia ad approvvigionarci della meritata razione gigante di fagiolata carnevalesca: oggi ce la siamo proprio meritata!
Che dire di più? questa di Boca per ambientazione, percorso e organizzazione è senza dubbio una delle migliori camminate della zona!
Se vi incuriosisce il tracciato di questa corsa lo trovate qui su google maps.

Davide Donà

7 gennaio 2013

ADIDAS SUPERNOVA GLIDE 4


La SanBrocchese ha testato per voi il modello di punta categoria A3 di ADIDAS!
Ecco la nostra recensione.


Serata di festeggiamenti vari e forse ho anche alzato un pò troppo il gomito.
Mi giro e ri-giro nel letto, ho caldo e la gola arsa, dormo di un sonno agitato e interrotto.
Provo ad alzarmi, penso che magari un bel bicchiere d’acqua fresca mi potrà fare del bene.
Mi dirigo verso la cucina, mani tese in avanti a mò di zombie per non picchiare la già dolente zucca da qualche parte.
Ma c’è luce in casa…cavolo, mi sono scordato di spegnere il computer!
Mentre tracanno a fatica un pò di H2O addizionata cloro sento la nota che avvisa l’arrivo di una mail sul PC.
Sono le tre di notte…chi c…o rompe a quest’ora? la curiosità mi spinge però a vedere chi scrive.
Non credo ai miei assonnati occhi: una mail dall’ADIDAS, oggetto “Lei è stato scelto per testare le SUPERNOVA GLIDE 4”
No, mi dico, è uno scherzo, che c’azzecca un brocco come me con il test delle scarpe?
Leggo la mail, e noto che in fondo una logica c’è, seppur perversa: in sintesi, dicono di avermi scelto per dimostrare quanto sono rivoluzionarie queste scarpe, addirittura affermano che io, pessimo corridore, potrei arrivare a vincere delle gare!
Ma dai, mi dico, questi tedeschi sono fuori di testa, a me per vincere le gare mi ci vorrebbe uno scooter! Sarà sicuramente uno scherzo!
Comunque nella mail c’è scritto che mi verranno consegnate a casa nei prossimi giorni e, se mi va, le dovrei provare e scriverci una recensione: firmato Herbert Hainer, amministratore delegato di ADIDAS.
Non ci credo molto ma vengo smentito clamorosamente: tempo 2 giorni e arriva il corriere espresso a farmi la consegna.
Lo apro ed eccole: color rosso fiammante, mi sale subito un desiderio irrefrenabile di calzarle.
Mi infilo l’abbigliamento running in quattro e quattr’otto, le metto ai piedi, allaccio le stringhe e avverto all’istante una specie di connessione peer to peer, come se il mio vecchio e stanco corpo di podista scarso stesse scaricando dalle scarpe una sorta di aggiornamento software…, un nuovo sistema operativo…strana sensazione, mi sento più potente, forte, imbattibile.
Esco di casa già correndo, con un balzo ghepardesco mi bevo gli 8 gradini che mi separano dal portone e faccio scattare il GPS: dopo 1 Km la mia media è già sui 3.30 min/Km
Al Km 2 sono già sui 3 al Km senza far fatica, è come se avessi un motore turbo ai piedi.
Circa un 200 metri avanti a me vedo la sagoma inconfondibile di Paul Finosso, mitico runner di livello internazionale che abita nel mio stesso paese.
Sta correndo le ripetute da 1000 metri, viaggiando a 2.45 al minuto.
Lo raggiungo in 5 secondi, lo affianco, lo saluto e lo stacco con una brusca accelerazione che mi porta a 2.30 al minuto, ritmo da primato mondiale.
Mi giro e vedo il Finosso che mi insulta, piangendo disperato, mentre si toglie le scarpe e me le lancia.
Accidenti, queste ADIDAS sono proprio una bomba!
Ora le voglio provare in salita e discesa.
Prendo una ripidissima strada tutta tornanti, pendenza media del 30% e incredibilmente la salgo a 3 al Km, mi sembra di avere ai piedi un 4x4!
Le ADIDAS ringhiano sull’asfalto e a ogni accelerazione è tanta la potenza sprigionata che sento l’odore acre della gomma bruciata delle suole e voltandomi indietro vedo le mie impronte fumanti che segnano il percorso.
Arrivo in cima senza fatica sorpassando in accelerazione un’Audi Q7 3.0 V6 TDI 233CV
Ora torno indietro, voglio provare le prestazioni in discesa.
In breve prendo una tale velocità che devo affrontare i tornanti su una gamba sola, con la rispettiva spalla che sfiora il terreno: praticamente viaggio di taglio sull’esterno della scarpa, sono un ibrido fra Valentino Rossi e Christian Ghedina.
La tenuta in curva delle SUPERNOVA GLIDE 4 è stupefacente!  vedo del ghiaccio in un tornante e mi ci tuffo dentro per sperimentarne il grip: addirittura il ghiaccio si scioglie e l’asfalto si asciuga prima che la scarpa tocchi terra, effetto phon!
Sorpasso senza appello un gruppo di Mountain Bikers lanciati in posizione aerodinamica: i poveretti mi osservano con aria sbalordita!
Torno a casa:  in 1 ora ho percorso 30 Km, per oggi può bastare.
Domani è domenica e voglio vedere cosa combino nella tappa del Ginocchio d’Oro che si disputa nella vicina Borgognocca.
Pronti, via, la gara di 10 Km non ha storia, arrivo vincendo per abissale distacco prima che gli organizzatori abbiano avuto il tempo di preparare l’area del traguardo.
Decido così di ripetere il percorso, fumandomi una nazionale senza filtro (accesa con la suola rovente delle mie SUPERNOVA GLIDE 4)  e mangiando un cannolo siciliano da mezzo chilo e 3000 calorie, giusto per umiliare i Top Runners per i quali tante volte ho fatto da comprimario in tutti questi anni: i fratelli Vampiretti, Salam Pykkant, Matteo Raitondi, Piersilvio Gambotta.
Li ritrovo infatti a metà percorso, li doppio e sento le loro imprecazioni e urla di rabbia mentre mi tirano addosso i loro costosissimi Garmin.
Arrivo a braccia alzate facendo la ruota dopo aver eseguito un triplo salto mortale carpiato con avvitamento, tra due ali di folla osannante, Fantastico!
Salgo sul podio della premiazione: la FIDAL e il CONI avvisati che ho corso battendo il record del mondo dei 10.000 metri, danno disposizione di suonare l’inno nazionale in mio onore.
Parte l’inno…ma è strano, non è l’inno di Mameli, sembra la suoneria della sveglia del mio obsoletissimo Nokia del 1999!
All’improvviso una voce familiare mi trilla nelle orecchie, è quella di mia moglie: “Davide, ti devi alzare, sono le 7.00!”
Morale della Favola: L’acqua bevetela a cena e non durante la notte!
O anche, come disse il  filosofo Marzullo: La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere?

28 dicembre 2012

2012 28 Dic - Momo (NO): "Paese in Corsa"

Data: 28/12/2012
Lunghezza percorso: 5,500 Km











Nel periodo natalizio molti fanno a farsi la settimana bianca, altri vanno in crociera, altri ancora si spalmano al sole dei caraibi o nuotano nelle acque cristalline del mar rosso.
Noi poverelli ci accontentiamo di passare una serata a suo modo cool & trendy in quel di Momo, abbinando alla notturna un’ottima pizza al ristorante pizzeria “Da Rino”, nella vicina Vaprio d’Agogna.
Ci presentiamo quindi in questo bel paesotto del medio novarese intorno alle 19.30, la temperatura è ottima per la stagione, circa +4, e, a un primo colpo d’occhio, la camminata è ben organizzata: gonfiabile, iscrizioni dentro il bar del circolo ACLI, percorso già chiuso al traffico e un bel movimento di gente, compreso anche un discreto numero di spettatori.
Ci confermeranno poi che gli iscritti erano circa 240, non male!
Alle 20 in punto si parte: Il percorso consiste in 3 giri di 1850 metri su tracciato cittadino, tutto asfalto, illuminato,  presenziato e segnalato in maniera eccellente.
Solito avvio a razzo, tipico di queste corse, ma al termine del primo giro chi ha bleffato già la paga cara ed è costretto a calare drasticamente il ritmo.
Comunque stasera i chilometri passano in fretta, il percorso presenta molti cambi di direzione, leggeri saliscendi ed è molto piacevole da correre, con le luminarie natalizie e il pubblico a fare da gradita cornice.
All’arrivo però scoppia la grana! praticamente ai primi 6 concorrenti un volontario sul percorso ha detto di fare 4 giri anziché 3!
A causa di questa indicazione errata i più forti arrivano al traguardo dopo i primi 50, che invece hanno fatto regolarmente i 3 giri previsti.
La classifica viene comunque congelata al terzo giro, annullando il quarto, percorso erroneamente.
Non ce la sentiamo comunque di gettare la croce addosso all’organizzazione, (anche perché noi i primi li vediamo con il telescopio Hubble :-) ma tentiamo, invece, costruttivamente, di dare una nostra spiegazione e dei consigli per evitare il ripetersi di tali pasticci.
Succede infatti che, a volte, questo genere di corse, che dovrebbero essere “non competitive” (quindi senza classifica e conseguentemente senza premi) pagano il prezzo della loro contraddizione di fatto: corrono  sullo stesso percorso e nello stesso momento corridori da 3 al Km super-agonisti e tapascioni da 6 al Km che si vogliono fare la corsetta in allegria e compagnia.
Se la corsa è in linea, senza giri da ripetere più volte, no problem.
Ma se è come questa di Momo si genera il caos: infatti facciamo notare come su un giro di 1850 m, i primi si trovano a doppiare in prossimità del traguardo i corridori che vanno circa a 4.55 al Km, che sono parecchi, e questo probabilmente ha generato il blackout del conteggio giri, mandando in confusione l’organizzazione, che evidentemente non si aspettava i doppiaggi e allo stesso tempo non conosceva i volti dei primi della classe.
Quindi diamo 2 piccoli suggerimenti.
1) Su 6 Km di gara i giri non dovrebbero essere più di due.
2) Dovrebbe sempre essere esposto e ben visibile a tutti il percorso e il chilometraggio preciso della corsa, adesso con i GPS è fattibile senza problemi.
Comunque, morale della favola, alle 20.45 era già tutto finito: purtroppo il ristoro era previsto sotto una tettoia, all’aria aperta…non certo l’ideale in pieno inverno, e senza neppure un posto dove cambiarsi al riparo.
Questo  non invogliava di certo a starsene tutti sudati al freddo a mangiare biscotti e panettone, mentre chi, come noi, ha preferito tornarsene in macchina a cambiarsi, al ritorno al ristoro ha trovato quasi più nessuno.
Comunque, a parte qualche piccolo errore di gioventù, questa delle serali invernali rimane una gran bella idea!

Buon 2013 a Tutti!
Davide Donà

P.S.
Ci è giunta la tristissima notizia che è deceduto un podista al termine di questa corsa: trovate qui i dettagli.
Non abbiamo parole, dopo quanto abbiamo scritto per l'identica tragedia di Borgomanero è difficile aggiungere qualcosa, se non che 2 morti in 2 mesi, nella stessa provincia, devono fare riflettere.

15 dicembre 2012

2012 15 Dic - Prato Sesia (NO): Cross dal Panaton

Data: 15/12/2012 
Lunghezza percorso: 5 Km











Il Top Runner della Sanbrocchese (Elvio Vinzio) al Cross dal Panaton
Venerdì 14 Dicembre i vertici della SanBrocchese ricevono un inquietante messaggio di Elvio Vinzio, Top Runner della fantomatica società podistica, che, riassunto in poche parole diceva: “….vado a fare il Cross dal Panaton!”.
Per gli amanti della precisione il testo originale e completo del messaggio era il presente: “domani vado a fare il Cross dal Panaton!”.
Subito allarmati dal tono del messaggio io, Vice questore e portaborse del Primo Ministro in carica della SanBrocchese Davide Donà, ed Egli stesso, decidiamo di riunirci con urgenza in videoconferenza internet (senza video) per valutare il problema e cercare una soluzione.
Subito ci siamo domandati: “ma…..a noi?…che c…o ce ne frega?”. Poi successivamente, valutato il fatto che la nostra società si occupa di noi, 4 podisti delle balle, con poche pretese, e valutata l’assoluta buona intenzione agonistica dell’amico Top Runner Elvio e di tutti i bei momenti che ci ha regalato nel passato sin da quando eravamo poco più che adolescenti (si pensi che in poco meno di trent’anni, Elvio non ci ha mai rotto i c……i una sola volta!) decidiamo che la presenza della Sanbrocchese fosse necessaria e doverosa.
Il Presidente della società incarica quindi me a presenziare alla corsa per seguire mediaticamente il Top Runner, con la banale e alquanto sospetta motivazione di non poter Lui personalmente a causa dei colloqui scolastici del figlio.
Messami a disposizione dalla società una Seat Ibiza rosso tamarro 1400 cc,  mi dirigo in località Baragiotta di Prato Sesia vicino all’allevamento e Ristorante Agristruzzi.
Subito individuo la carretta di Station Wagon 1200 cc che il Top Runner è solito utilizzare anche per le trasferte brevi, perché arrivare con quella carriola a motore fa “fashion”!
Successivamente, raggiunto il “campo di gara” vengo raggiunto da un irrefrenabile desiderio di correre;
un bel pomeriggio di “tiepido” sole, il doppio strato di neve caduto durante il giorno e la notte precedenti che dava una luce caratteristica al terreno, la natura incontaminata della campagna che nemmeno le nuove strutture della circonvallazione stradale apparentemente scalfivano: mi sono immediatamente reso conto che la SanBrocchese ha perso un’importante occasione per partecipare all’evento, avendo oltretutto saputo che c’era pure la corsa “non competitiva”, più consona agli scarsi mezzi agonistici in dotazione al resto della nostra truppa.
Dopo aver individuato l’amico Elvio ed effettuati i soliti ruffiani convenevoli di rito dei “saluti”, del “come va”, “ma che bella maglia che hai……è termica? è traspirante?” e sentirsi rispondere “fatti i c…i tuoi che è meglio!”, e dopo aver seguito gli arrivi delle altre categorie, finalmente il Top Runner è pronto ai nastri di partenza.
Distanza di 5 km, percorso breve, nervoso, a circuito, quasi tutto visibile dal posto di partenza/arrivo e, ovviamente, andatura a razzo sin dallo sparo di pistola, che gli struzzi, nelle gabbie lì vicino adiacenti al ristorante, hanno subito commentato con un: “qui oggi marca male!”.
Elvio si assesta subito, dalle prime curve, intorno alla ventesima posizione, cercando di non perdere il controllo sul reparto dei 15, cosa che purtroppo accade al termine del primo giro!
Trovato però il passo giusto in un terreno insidiosissimo e reso scivoloso dalla neve che ha comunque salvato i corridori dal fango rendendolo più compatto, il Top Runner non molla e difende la sua posizione con tutte le sue forze fino all’ultimo metro e senza perdere più altro terreno, nonostante gli incitamenti del sottoscritto durante i passaggi dei vari giri del tipo: “tanto non ce la fai”, “vuoi una sigaretta?”, “sbrigati che tra poco diventa buio” ecc. ecc.
Alla fine il nostro Campione, a dispetto dell’età e del timore dell’ultimo posto, visto l’alto livello di qualità dei partecipanti, ha concluso una gara strepitosa nella quale non pensava, prima della partenza, di arrivare in quella posizione.
Complimenti quindi al nostro Elvio Vinzio per il gesto atletico e complimenti agli organizzatori della Fulgor Prato Sesia per questa gara curiosa e originale, sotto certi aspetti, che ha visto un bel numero di partecipanti (di tutte le età) e di pubblico e nei quali vi si poteva leggere in viso la soddisfazione di aver passato un divertente sabato pomeriggio che nemmeno freddo e neve sono riusciti a rovinare!

Joe Pagani

30 novembre 2012

2012 30 Nov - Cavaglio d'Agogna (NO): Stracavaglio

Data: 30/11/2012 
Lunghezza percorso: 6,300 Km


A dire la verità, dopo la bella tappa di Invorio del post precedente, si era deciso di andare in letargo attivo e di corse riparlarne a marzo.
Ma, saputo che c’è questa serale invernale a Cavaglio, decidiamo di ritornare sulla nostra decisione e di andarci.
Lo facciamo sopra tutto per curiosità, per cercare di capire cosa spinge qualche centinaio di persone, in un freddo venerdì sera d’inverno, a lasciare la propria cena iper-calorica, il telecomando, le pantofole e il divano, per lanciarsi in calzamaglia, guanti e berretto in questa specie di Palio con i podisti al posto dei cavalli.
E così eccoci qui e notiamo subito che gente ce n’è parecchia, considerando il contesto.
Si arriva quasi ai 300 iscritti e, a colpo d’occhio, le donne sono molto numerose.
La serata è perfetta, non fa troppo freddo, siamo sui + 5 gradi.

Il ritrovo e l’iscrizione vengono effettuate all’oratorio, al coperto, dentro un anziano teatro dell’inizio del secolo scorso, stile "Nuovo Cinema Paradiso", che sembra uscito dalla macchina del tempo.
Veramente bello e così…diverso!
Alle 20 in punto il mossiere dà lo start mediante countdown vocale.
Nel primo Km crediamo siano fioccati i primati personali, tanta era alta l’andatura di tutti.
La corsa si sviluppa su 2 giri di un percorso molto veloce, pianeggiante, su asfalto, e ben illuminato.
Sono corse in cui non ci sono calcoli, tattiche e prudenze, si butta dentro quello che si ha, finché se ne ha.
Sono le corse brevi, acido lattico e sofferenza allo stato puro.
Al primo passaggio, dopo 3,1 Km, la fatica comincia a incartarci anima e corpo, ma c’è una cosa che ci dà momentaneamente la carica: la mitica campana dell’ultimo giro, che rintocca beffarda e martellante.
Per qualche istante anche noi, poveri brocchi senza nè arte nè parte, ci sentiamo come Salah Ouyat, Matteo Raimondi, Elvio Vinzio e i Fratelli Guglielmetti, i veri cavalli di razza di queste corse.
Riusciamo a reagire e teniamo il passo degli scarsi compagni di avventura che ci rantolano vicino, sputando, come noi, un pò della loro anima sull'asfalto che scorre sotto le scarpe.
Nel meraviglioso silenzio della notte campagnola si odono ora solo respiri sempre più affannati, suono della nostra fatica, ormai al limite.
Ma il vecchio cinema ci aspetta, con la sua scorta di panettone, pandoro, biscotti, vin brulè e umanità varia, con il suo vociare di chiacchiere allegre e pulite.
Quindi soffriamo ancora un pò e ci arriviamo felici e contenti, dopo aver superato  l’ultima micro-salita che, fatta con le gambe ormai di legno massello, sembrava il Mortirolo.
E anche oggi abbiamo aggiunto qualcosa alla nostra ricerca del perché si corre.
Qualcuno lo ha già scritto in un libro famoso: correre è bello! e, aggiungiamo noi,  è molto divertente!
Avete mai notato che i bambini corrono sempre? se lo fanno loro che sono dei puri…
Comunque, al di là del nostro travagliato percorso filosofico, tanti complimenti agli organizzatori di Cavaglio e agli ideatori di questo circuito “Paese in Corsa” per queste belle e pittoresche serate che ci regalano in occasione delle ormai prossime festività natalizie.


Davide Donà

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