È
stata una stagione molto "piena". Ho partecipato a talmente tante
corse che poi di tempo per scrivere qualcosa sul blog non ne è rimasto. Ma
vedrò di recuperare, forse, con un prossimo "articolone" riassuntivo.
Per il momento voglio scrivere a proposito di una gradita sorpresa di fine
stagione, ovvero "Il Giro delle 5 Chiese" disputato a Grignasco, ultima
tappa 2017 del Circuito Viola. Sorpresa perché non prevista in calendario, ma
organizzata rapidamente per compensare 2 date "saltate". Il Comune di
Grignasco si è dimostrato molto sensibile e con la collaborazione di AIB è
stato possibile realizzare l’evento, baciato da una magnifica giornata di sole. Sole che a ottobre rende tutto colorato e fa venir voglia di uscire per boschi e
colline. E così il bel percorso scelto dagli organizzatori è stata l'occasione
giusta per chi ha voluto unire una mattinata all'aria aperta con l'importante
azione di solidarietà grazie alla Onlus che aiuta in maniera esemplare bimbi
che necessitano di supporto. Come anche dichiarato dagli organizzatori, la
partecipazione è stata ottima, considerando i tempi ristretti. Peccato aver
visto poca gente del paese, ma purtroppo succede dappertutto. A parer mio si
potrebbe provare a pubblicizzare questi eventi non competitivi ponendo di più
l'accento sul fatto che se uno vuole può passeggiare, non è necessario correre.
Tanto chi corre viene lo stesso, mentre chi passeggia se vede scritto
"corsa podistica" si scoraggia. Ma è solo una mia idea, nulla voglio
togliere, ma solo suggerire. Già, perché il tracciato di ieri era ideale per camminare,
soprattutto nel tratto salita-discesa dalle frazioni alte. Ma è stato
altrettanto bello correrlo, anche se, per chi scrive, piuttosto penalizzante
(oddio, non che ci sia un percorso che mi esalti, dato che particolari doti non
ne ho e l'età ormai mi gioca contro). Comunque, essendo di casa e conoscendo il
tracciato molto bene, mi sono dosato (ma non dopato) adeguatamente. Veniamo
all’appassionante cronacaJ. Percorro il primo tratto pianeggiante
asfalto-sterrato-asfalto che porta alla visione della Chiesa 1 (San Rocco) senza
esagerare, ma anche senza risparmiarmi troppo. Affronto poi il successivo salitone-via
crucis di circa 2,5 Km, a pendenze crescenti, facendo molto fatica, spargendo
litri di sudore, con apparizione di santi e madonne varie, ma conservando però
ancora quel pò di lucidità mentale per dare uno sguardo alla Chiesetta 2 di San
Giuseppe, posta quasi sul "Gran Premio della Montagna". Nel tratto
più duro della salita riesco addirittura a guadagnare qualche posizione su
alcuni colleghi partiti troppo brillanti. Lucidità che mi consente di
scollinare conservando un po’ di energie per fare la successiva discesa di 2 Km
abbastanza bene - ma non benissimo J - in
modo tale da ridurre il rischio di cadere (questo è un consiglio che mi sento
di dare, dato che quest'anno per annebbiamento da fatica ho fatto un brutto
capitombolo). Purtroppo l'andatura prudente in discesa mi fa perdere con
interessi da usura quanto guadagnato in salita…ma così son le corse. Arrivati
al termine del sentiero boschivo si omaggia la Chiesa 3 (San Graziano), e, da
qui, una ancor più ripida discesa in ciotolato porta a costeggiare la sontuosa e
famosa Chiesa 4, la Parrocchiale di Santa Maria Assunta. Si ritorna ora in
piano, su pavè/asfalto, e in breve salutiamo anche la Chiesa 5 di Santa Maria
delle Grazie (la nostra Gesa Vegia). E da qui ultimo Km con quel che rimane
nelle gambe e nella testa, fino all'arrivo in piazza fra 2 ali di folla
plaudente e osannante nell’alto dei cieli (beh, si fa per direJ). A mio giudizio percorso tecnicamente ottimo ed
equilibrato, certamente piuttosto duro e a tratti anche molto per "addetti
ai lavori". Piccola soddisfazione
personale è quella di aver "battezzato" la corsa, ovvero ho proposto il
titolo “religioso” in una riunione con gli organizzatori ed è piaciuto, spero
venga mantenuto, mi sembra carino. Pubblico, qui sotto, l'altimetria, non prendetela
per oro colato (e nemmeno per incenso e mirra...o birra): l'ho disegnata a
mano, causa salita in cielo, per
anzianità, della connessione usb del mio vecchio GPS, compagno di mille battaglie
sportive (tutte perseJ). Ho messo anche le foto delle 5 Chiese del titolo…sperando
di non far torto alle altre 5 rimaste senza corsa…ma, chissà, Dio vede e
Provvede e abbia pietà di me per quello che scrivo. E così sia...e così è, se
vi pare.
È avvenuta questa mattina a Boca un’invasione pacifica di strani individui. Da sud i Pratesi, capitanati dal Grande Capo Uomo Capelluto Andrea Frabris, con Davide Avanzi e Stefania Cena in compagnia di altri validi atleti. I 3 tenores (Davide Dona', Stefano Rigamonti e Gianluca Cesca, con l’aggiunta di un sempre solitario Elvio Vinzio, da nord ovest. Infine, da est, una superba Vittoria Poggia Pink Lady (oggi più spendente che mai). Tutti Sanbrocchesi in cerca di una conversione o di risposte alle molte domande che ognuno di loro portava scomodamente nel proprio io, come per esempio: “il produttore dei Coldplay è lo stesso degli U2?” Oppure, “Ma il giro delle Tabine inizierà anche se manco io? O ancora: “A Pasqua, la badante di scorta, baderà ai badola, se i badola non abbaiano?”. Insomma profondi dubbi che un luogo come quello avrebbe potuto risolvere, soprattutto se, cosparsi di fango e bagnati dall’acqua piovana, i Sanbrocchesi, dopo aver fatto il giro di rito del santuario, si sarebbero ingurgitati la pozione magica preparata dagl’Avisini. Così è avvenuto ma qualcosa e' andato storto: i dubbi sono rimasti e la conversione avverrà un'altra volta. Una cosa è certa di sicuro: una mattinata fra amici a volte non risolve i problemi, ma certamente li allevia!
Si è disputata sabato 7 gennaio scorso la gara del CIRCUITO VIOLA di Guardabosone. Alcuni tra i più capelluti elementi della Sanbrocchese sono stati attratti dalla manifestazione. La febbre del sabato gara per il presidente Davide Dona' e per il collega-to Gianluca Cesca, sono occasioni irripetibili per sfoggiare in pieno giorno la loro ritrovata giovinezza – si fa per dire -. Anche il ciuffolone Andrea Fabris era fra i presenti ma, dopo un riscaldamento e due selfies con i due colleghi di chioma, ha pensato bene di staccarli dopo il “pronti e via”. Presente anche Davide Avanzi che, con la sua splendida famigliola, si è proposto al via del giro piccolo accompagnato dal suo piccolo degno erede. Il percorso splendidamente segnato (anche un “monocolo cinquantino” non poteva perdersi), scortato dal personale organizzatissimo e disponibilissimo dell’AIB di Borgosesia, era un su e giù di circa 6Km tra le colline della piccola Toscana Valsesiana; tra sentieri, mulattiere, scorci di paese, storici passaggi e natura domata. Arrivo in discesa con lunga accelerazione su asfalto per arrivare all'Agriturismo "La Burla" dove, oltre al cronometro, molti appassionati non temerari del freddo, aspettavano anche gli ultimi partecipanti con calorosi applausi. Un ricco ristoro aspettava i concorrenti. Il tocco dello chef del ristorante si è notato: anche se il gelo aveva quasi congelato le fette di panettone, lo zucchero a velo, che sembrava brinarle, ha reso più intenso il gusto dolce narcotizzato dai -2°C . Che dire poi delle pizzette e delle focacce e dei premi a sorteggio?! Bene, molto bene tutto! Un luogo magnificamente promiscuo, tra bovini e suini, è stato messo disposizione dall’organizzazione, dove i podisti, oltre che esibire chi l’ultimo tatuaggio; chi una forma fisica impressionante; chi l’effetto collaterale delle feste appena trascorse; chi solamente l’inesorabile trascorrere del tempo, si potevano cambiare e lavare al caldo. Tutto ciò è stato fantastique, per dirla alla francese. Ma la cosa più bella della gara è stato il sorriso di Viola: impagabile.